La tutela dell’eticità

Acque SpA si impegnerà a portare a termine nel miglior modo possibile gli obiettivi che le sono stati assegnati, con la consapevolezza di operare in un settore dei servizi pubblici locali fondamentali nella vita dei cittadini.

Efficienza Raggiungiamo i nostri risultati e soddisfiamo i nostri clienti con competenza e determinazione, riconoscendo i contributi eccellenti.
Responsabilità Siamo impegnati a dare il meglio di noi, rispondendo delle nostre azioni
Spirito di servizio I nostri traguardi si raggiungono attraverso la collaborazione, la condivisione degli obiettivi con gli utenti e la valorizzazione del servizio stesso
Innovazione Affrontiamo il cambiamento e l’evoluzione con contributo di idee, flessibilità e apertura al nuovo
Trasparenza Sinceri e chiari verso tutti gli interlocutori
Correttezza Integrità e coerenza nella creazione del valore
Sostenibilità Siamo attenti all’impatto che le nostre scelte hanno sull’ambiente e sulla comunità

La gestione del rischio (risk management) è il processo mediante il quale si misura o si stima il rischio e successivamente si sviluppano delle strategie per governarlo. Per il gruppo Acque questa gestione è garantita da una funzione specifica di Acea che ogni anno aggiorna e mantiene il modello. In Acque SpA vige dal 2003, ed è stato aggiornato nel 2009, un Codice Etico, che racchiude i principi etici che la Società riconosce come propri ed in base ai quali intende indirizzare, in conformità con le disposizioni di legge, lo svolgimento delle attività aziendali.

Nei processi gestiti dal gruppo è impostata la regola di base della prudenza anche in assenza di un’eventuale prescrizione normativa in ottemperanza e nel rispetto dell’articolo 15 dei Principi di Rio (principio di prudenza) che ci permette in tale modo di attuare efficaci misure per la sostenibilità basate su una pianificazione a lungo termine. 

 

Codice Etico e Modello Organizzativo per la responsabilità di impresa 

Organismo di Vigilanza

  • Luca Cecconi (Presidente)
  • Giuseppe Sardu
  • Giancarlo Faenzi 

Dal 2007 Acque SpA ha adottato, inoltre, un modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001. Il modello 231 viene aggiornato ad ogni necessità di tutela derivante da esigenze interne e dalle modifiche legislative che Dal 2007 Acque SpA ha adottato, inoltre, un modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001.
Il modello 231 viene aggiornato ad ogni necessità di tutela derivante da esigenze interne e dalle modifiche legislative che impattano sul modello stesso.
Il nuovo decreto legislativo 121/2011 (che recepisce le direttive comunitarie 2009/123/Ce e 2005/35/Ce) ha esteso agli enti con personalità giuridica (esclusi lo Stato, gli enti pubblici territoriali non economici e gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale), alle società e alle associazioni anche prive di responsabilità giuridica, la responsabilità per una serie di reati contro l'ambiente - previsti dal dlg 152/2006 - come la gestione di rifiuti non autorizzata, il traffico illecito di rifiuti, lo scarico industriale non autorizzato. 

Il decreto ha introdotto anche due nuovi reati nel Codice penale ossia l'uccisione, cattura o possesso, fuori dai casi consentiti, di specie vegetali o animali protette e il danneggiamento significativo di habitat all'interno di un sito protetto. A questo proposito nel 2011, anche il modello organizzativo implementato in Acque SpA e nelle altre società del perimetro è stato aggiornato introducento le procedure per la riduzione dei rischi per la commissione dei suddetti reati ambientali. 
Il modello aggiornato è stato fatto valutare da un consulente esterno, ed è attualmente in fase di condivisione con tutti i referenti aziendali prima della definitiva approvazione in CdA. 
Come per tutti i reati previsti dal D.Lgs. 231/2001, anche i possibili rischi legati a reati di corruzione sono stati oggetto di mappatura per l'individuazione delle aree sensibili. Tutte le aree aziendali sono soggette a monitoraggio per i rischi legati alla corruzione nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Per garantire a tutti i dipendenti l'informazione circa i comportamenti da adottare, il Modello organizzativo è pubblicato sulla intranet aziendale. 
La verifica dell’efficace attuazione del modello e dell’idoneità dello stesso a prevenire i reati, è affidata all’organismo di vigilanza tramite un sistema di reporting periodico da parte delle diverse direzioni aziendali.

Nel corso dell’anno l’organismo di vigilanza si è riunito quattro volte al fine di verificare lo stato di attuazione dei controlli. Nell’ambito delle riunioni, oltre ad analizzare le segnalazioni pervenute, l’organismo di vigilanza ha verificato la completezza e l’attendibilità dei flussi informativi trasmessi. Non sono stati riscontrati fenomeni di corruzione. Nel corso del 2011  sono state organizzate e svolte, per i dipendenti del gruppo, due giornate di formazione (le precedenti due giornate formative si sono tenute nel 2010)  sul  Modello organizzativo. Complessivamente, nel corso dei due esercizi, i dipendenti del gruppo Acque che hanno partecipato alle giornate di formazione, aventi diverse mansioni e qualifiche, sono stati 91. La percentuale dei partecipanti sul totale dipendenti del gruppo Acque è del 18%.
Acque SpA e le società controllate non hanno contribuito al finanziamento di partiti, movimenti, comitati, organizzazioni sindacali o di loro rappresentanti e candidati. Sporadiche e poco significative sponsorizzazioni hanno riguardato eventi socio-culturali svolti sul territorio.