Tutela del suolo, sottosuolo e dei corpi idrici

 

 

Prendendo a riferimento gli impianti gestiti da Acque SpA con potenzialità maggiore di 2000 A.E., nel 2013 sono stati rimossi dalle acque reflue, prima della loro restituzione all’ambiente come acque depurate, le seguenti quantità di inquinanti:

Anno

Solidi Sospesi

[t/anno]

BOD

[t/anno]

COD

[t/anno]

Azoto totale[t/anno]

Fosforo totale

[t/anno]

2011

9.924

8.025

18.537

1.435

204

2012

11.045

9.001

19.744

1.507

229

2013

8.585

7.287

17.675

1.723

231

 

Le tonnellate rimosse risultano leggermente inferiori agli anni precedenti in quanto la particolare piovosità dell’anno ha determinato una qualità dei reflui in ingresso più diluita e quindi con minori carichi di inquinanti.

Per i 15 principali impianti di depurazione (aventi una potenzialità nominale superiore a 10.000 abitanti equivalenti), che depurano un volume di acque pari al 74% dell’intero volume trattato, si riporta nel grafico successivo la percentuale di conformità sulle concentrazioni medie all'uscita dei parametri più rappresentativi, espressi in termini di COD, BOD5, SST e azoto ammoniacale (Per i dati di origine del grafico vedi Appendice 3).

Sempre con riferimento ai 15 impianti principali, il numero totale di non conformità rilevate, vale a dire valori dei parametri non in linea con quanto previsto dalla normativa vigente o dalle autorizzazioni rilasciate, è risultato di 312 in netto calo rispetto al 2012, tanto che la percentuale di conformità è salita al 98,51%. Le unità operative del laboratorio destinate al controllo delle acque reflue effettua anche, in service per Acque Industriali, tutti i controlli e le verifiche analitiche relativamente alla conduzione delle quattro piattaforme di smaltimento rifiuti liquidi ovvero sui rifiuti liquidi tal quale, sulle singole sezioni di trattamento e sulle acque reflue scaricate. Tale attività ha comportato circa 36.400 controlli annui.

 

 PERCENTUALE DI CONFORMITA’ SUI PARAMETRI DELLE CONCENTRAZIONI MEDIE ALL'USCITA

Percentuale conformit sui parametri delle concentrazioni medie alluscita

 

 

La contaminazione del suolo – i potenziali sversamenti

Occasionalmente, in seguito alla rottura di un tratto fognario si può verificare una fuoriuscita dalla fognatura in grado, potenzialmente, di contaminare l’ambiente circostante. In questi casi Acque SpA attua la procedura di verifica prevista dal Testo Unico Ambientale (D.L.gs 152/2006 e s.m.i.). che mira a stabilire il potenziale di pericolo dell’evento per porre in essere azioni bilanciate e proporzionali all’incidente accorso.

Ogni volta che si verifica un potenziale sversamento viene trasmessa immediatamente la comunicazione agli enti competenti e, non appena disponibili, i risultati delle analisi del liquido fuoriuscito e dell’eventuale matrice ambientale entrata a contatto con il refluo fognario, entrambe svolte anche in contradditorio con gli Enti di controllo. Nei casi di contaminazione è prevista la bonifica del sito stesso altrimenti una volta che si è accertata la non pericolosità dell’incidente si procede alla chiusura della procedura tramite comunicazione formale agli Enti.

Nel corso del 2013 all’interno del territorio gestito si sono verificati sei potenziali sversamenti risultati tutti “non contaminanti” che hanno interessato prevalentemente zone di campagna. La superficie potenzialmente contaminata è la stima fatta dall’operatore sul campo che è stata trasmessa agli organi competenti. Per il 2013 la superficie potenzialmente contaminata stimata di 685 m2 corrisponde a 6.577 m2 disuperficie totale di riferimento da particelle catastali.

 

 

Sversamenti

 

Superficie potenzialmente contaminata stimata

2012

2

250 m2

2013

6

685 m2