Contesto di regolamentazione e principali impatti per la sostenibilità

 

L'impatto complessivo del  nuovo metodo tariffario sui conti di Acque SpA risulta positivo rispetto al Metodo Tariffario Transitorio, che invece aveva penalizzato significativamente Acque rispetto al precedente Metodo Normalizzato. In tutte le fasi dell'elaborazione del nuovo metodo Acque SpA ha dato un contributo importante di proposte e osservazioni e ha partecipato attivamente alle consuItazioni promosse daIl'AEEGSI, con l'obbiettivo di migliorare i provvedimenti e pervenire a un quadro di maggiori certezze per l'operato dei gestori del servizio idrico. E’ auspicabile che con l'approvazione del nuovo metodo tariffario si esca da una lunga fase caratterizzata da una discussione tutta ideologica, che ha prodotto non poca confusione e che non ha certo giovato ad affrontare i nodi reali del settore idrico. Pendono ancora alcun ricorsi dei forum per l'acqua pubblica al TAR della Lombardia, ma forse si intravede la luce in fondo al tunnel.

 

II nuovo metodo tariffario

In data 27 dicembre 2013 con la delibera 643/2013 l'AEEGSI ha approvato il Metodo Tariffario Idrico (MTI) per gli anni 2014 e 2015 e le disposizioni a completamento. AI di là dei meccanismi di calcolo particolarmente complessi, il nuovo metodo risulta globalmente positivo. Vengono riconosciuti in tariffa i costi operativi, distinti tra costi endogeni ed esogeni, e i costi delle immobilizzazioni (ammortamento + oneri finanziari standard + oneri fiscali); è confermata la possibilità di ricorrere al FNI (fondo nuovo investimenti) già, introdotto con il metodo transitorio per il 2012-2013, e che viene considerato in tariffa al netto dell'effetto fiscale; è introdotta una componente relativa ai costi ambientali e della risorsa, in base al principio chi inquina paga, che viene posta per il 2014 pari a zero, in attesa di un documento ad hoc relativo alla sua determinazione e soprattutto al suo utilizzo.

Infine, come ripetutamente richiesto da Acque SpA e da altri Gestori, è stata accolta la possibilità di ricorrere all'ammortamento finanziario, la cui abolizione, in sede di metodo tariffario transitorio, aveva destato forti preoccupazioni nei Gestori che avevano in essere finanziamenti stipulati in base a tale metodo. In ultimo è stato reintrodotto il riconoscimento delle perdite su crediti in base a percentuali standard sul fatturato differenziate a livello nazionale. Nel Centro Italia la percentuale riconosciuta è pari al 3%. Inoltre, è stata esplicitata la formula del valore residuo sancendo il principio che il valore residuo dovuto dal subentrante al termine della concessione deve coincidere con il Valore Residuo Tariffario. Il MTI introduce anche alcuni cambiamenti relativi al deposito cauzionale, che dovrà essere differenziato in base al consumo e all'articolazione tariffaria.

 

I presupposti per un rilancio degli investimenti

Con la stabilizzazione del quadro normativo e tariffario è auspicabile che sia possibile riprendere un confronto sulle forme e i modi per un rilancio degli investimenti nel settore idrico, di cui c'è un urgente bisogno. Nel 2011 con le. delibere n.12 e 13 del 6/12 l'Assemblea dell'ATO 2 aveva approvato la proposta di un prolungamento della concessione del servizio al 2026, aprendo la strada a un potenziale incremento degli investimenti per i prossimi anni di circa 250 milioni, che avrebbe consentito di fare fronte agli investimenti strategici previsti negli accordi di programma siglati sotto l'egida della Regione Toscana, oltre che agli interventi non rinviabili di manutenzione straordinaria e alle esigenze indotte dalle necessità di adeguamento alle scadenze del 2015 previste dalle normative europee in materia di scarichi.

Gli effetti della delibera dell'Autorità d'Ambito erano stati "sospensivamente condizionati" alla capacità di Acque SpA di presentare un piano di finanziamento degli investimenti aggiuntivi previsti nel nuovo Piano d'ambito. Perciò Acque SpA si era immediatamente impegnata per non perdere le opportunità aperte e aveva affidato a Mediobanca Spa un incarico per la verifica della bancabilità del nuovo piano di investimenti e l'individuazione del soggetto o dei soggetti disponibili a partecipare all'operazione di finanziamento.

Contro la delibera dell'AlT era stato presentato anche un ricorso al TAR Toscano, da parte del Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, che però è stato dichiarato inammissibile in data 21 marzo 2013 dallo stesso Tribunale Amministrativo Regionale.

Inoltre, alla luce del nuovo meccanismo regolatorio introdotto daII'AEEG, la condizione sospensiva contenuta nella delibera 12 del 2011 ha perso significato e risulta di fatto superata. Infatti, la copertura di un piano d'investimenti non è più necessariamente legata alla disponibilità di un potenziale finanziatore, ma può essere assicurata da un adeguato sviluppo tariffario, anche se naturalmente andranno valutati da parte dell'AlT gli effetti in termini di sostenibilità da parte degli utenti degli incrementi tariffari conseguenti.

Quindi, è possibile riprendere il percorso di un esame congiunto con l'AlT che conduca all'approvazione di un piano di investimenti fino al 2026. Nell'attuale situazione, è l'unico modo per dare un forte impulso agli interventi.

Non è certo realistico pensare di poter affrontare questo enorme gap infrastrutturale con un ulteriore forte incremento delle tariffe, per evidenti ragioni di sostenibilità sociale, e neppure con un massiccio incremento dei finanziamenti pubblici, considerati i vincoli all'aumento della spesa pubblica.

Certo: occorre poi integrare le risorse provenienti dalle tariffe con un piano fattibile di interventi pubblici, a partire dall'utilizzo dei fondi europei 2014-2020,soprattutto per le grandi infrastrutture strategiche (invasi, impianti di captazione di acque superficiali, dorsali acquedottistiche e fognarie, interventi di ristrutturazione e accentramento della depurazione, impianti di riciclaggio dell'acqua e recupero energetico). Gli investimenti in questi settori non sono soltanto necessari per gestire razionalmente le risorse idriche toscane, garantire a famiglie e imprese acqua di buona qualità, difendere efficacemente l'ambiente, ma anche per generare sana e buona occupazione, stimolare I’innovazione, svolgere una forte e utile funzione anticrisi. L’attuazione di questi interventi richiede una forte capacità di programmazione a livello regionale e una vasta azione di semplificazione delle procedure e di eliminazione di sovrapposizioni di ruoli e competenze. L’acqua caduta nell'ultimo periodo è stata straordinariamente abbondante, ma ha fatto seguito a un periodo, di segno opposto, ugualmente straordinario, e, soprattutto, rischia di disperdersi rapidamente nei nostri mari.

Occorre allora una politica lungimirante del governo delle risorse idriche che superi l'attuale dispersione di competenze e ruoli (Autorità di Bacino, Consorzi di Bonifica, AlT ecc.) e integri gli interventi in una visione d’insieme capace di tenere unite le diverse esigenze (sicurezza idrogeologica, regimazione e conservazione della risorsa, uso potabile, agricolo, industriale, energetico). Da parte loro, i soggetti gestori sono chiamati a lavorare a un disegno di aggregazione tra le società toscane del settore idrico, che sappia guardare a un obbiettivo più ambizioso a livello nazionale, anche in rapporto con Acea SpA, e come passo obbligato per superare i ritardi che caratterizzano le aziende di servizi pubblici locali della Toscana. In proposito è da notare come in questi anni siano proseguiti i processi di rafforzamento della collaborazione e di condivisione delle migliori pratiche oltre chedi vera e propria integrazione nel campo dei servizi di customer service, cali center, ICT, con Lesoluzioni scarl, e dei servizi di progettazione ricerca e sviluppo con Ingegnerie Toscane srl.