Il contenzioso con gli utenti e sanzioni amministrative

  

Nel corso dell’anno è continuata l’attività della commissione mista conciliativa, struttura composta da rappresentanti della difesa civica regionale, dell'Azienda e delle associazioni dei consumatori, con il compito di riesaminare le istanze di utenti che non si ritengono soddisfatti delle risposte ricevute ai loro reclami. L’obiettivo condiviso è quello di rendere complessivamente più agevole il ricorso a strumenti snelli ed efficaci per la composizione consensuale delle controversie, al fine di ridurre i contenziosi inutili e costosi. Da segnalare che si è concluso uno dei due procedimenti, nel quale Acque SpA figurava come stazione Appaltante (con rigetto da parte del TAR della Toscana del ricorso  di un concorrente ad una gara); pertanto resta pendente l’altro, dove è stata ammessa una consulenza tecnica d’ufficio contabile. Si è aggiunto inoltre un nuovo procedimento, promosso con ricorso per l’annullamento del verbale di aggiudicazione gara, che attualmente (dopo che in Camera di Consiglio c’è stata la rinuncia alla sospensiva da parte ricorrente) prosegue nel merito.

Nel corso dell’anno sono pervenute 42 richieste di conciliazione da parte degli utenti:  3 di queste sono state giudicate inammissibili, per 29 sono state raggiunte soluzioni  positive, per 3 l’accordo non è stato conseguito, per 7 si è ancora inattesa di risposta. L’inammissibilità delle richieste è derivata dal fatto che alcuni utenti hanno avanzato domande di condanna, di riconoscimento di inadempienze, di imposizione di obblighi di fare nei confronti del Gestore e di terzi, attività tutte, che esulano dai poteri della Commissione.

Con riferimento al contenzioso di altro tipo, il 201circa riguardanti l’annullamento di ingiunzioni di pagamento emesse per conto di Acque SpA dalla Società incaricata del servizio di riscossione coattiva. Il restante 37% è relativo a richieste danni (non coperti da polizze assicurative), servitù e decreti ingiuntivi emessi a favore e contro Acque SpA. Le cause definite risultano 51. Il ricorso pendente dallo scorso anno presso l’Autorità Giudiziaria, avente ad oggetto un accertamento di violazione al Codice della Strada è stato respinto, ma la corresponsione del dovuto è avvenuta da parte del trasgressore principale – ditta Appaltatrice di lavori - e non da Acque SpA, quale obbligato in solido.3 ha visto l’instaurarsi di 75 cause civili, delle quali il  63% circa riguardanti l’annullamento di ingiunzioni di pagamento emesse per conto di Acque SpA dalla Società incaricata del servizio di riscossione coattiva. Il restante 37% è relativo a richieste danni (non coperti da polizze assicurative), servitù e decreti ingiuntivi emessi a favore e contro Acque SpA. Le cause definite risultano 51. Il ricorso pendente dallo scorso anno presso l’Autorità Giudiziaria, avente ad oggetto un accertamento di violazione al Codice della Strada è stato respinto, ma la corresponsione del dovuto è avvenuta da parte del trasgressore principale – ditta Appaltatrice di lavori - e non da Acque SpA, quale obbligato in solido.